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venerdì 7 dicembre 2012

Full English Breakfast

Here are some tips, pics and videos for my English friends.
  1. If you want to play on top, never let your opponent close the guard.
  2. If you are in your opponent's closed guard, make posture and keep your elbows stuck to your body.
  3. There are many ways to open the closed guard but the most efficient is standing up.
  4. There are at least three ways not to let your opponent recover a comfortable guard. Go for the half guard, go for the double under hook guard pass or use your knee like "a bow of a boat". You, guys, know what I mean!
  5. Now be prepared to face a sneaky "De La Riva" hook.
  6. Never go for a single under hook guard pass without controlling both the legs.
Andrè Galvao showing an easy way to pass the "De La Riva" guard.
Check it out.

Even a small mistake can be the last one.
Watch out when you are playing on top.
I want to thank Savio and Richi that made my jiu-jitsu classes in England possible. I wish you all the best. See you soon.

venerdì 9 novembre 2012

Poche cose da sapere per iscriversi al primo campionato di jiu-jitsu.

Marco Bancone,  Davide Di Luzio e Giuseppe Melidona.
Confrontarsi é il modo migliore per conoscere se stessi senza paura.
Ecco qualche consiglio ai giovani MILANIMAL (e non) che per la prima volta affronteranno un campionato di jiu-jitsu:
  1. Perdere peso. Se non lo avete mai fatto, lasciate perdere. Non é una scelta da fare a pochi giorni dal vostro primo campionato di jiu-jitsu. Perdere peso é un processo che richiede precisione e tempo. Disidratarsi non é la soluzione migliore. Potrebbe non solo essere molto rischioso ma anche incidere in modo assolutamente negativo sulla vostra performance. Consiglierei a chiunque di leggere il capitolo - da pag. 63 in avanti - dedicato all'alimentazione della CrossFit Training Guide e quindi di affrontare magari una lettura un po' più complicata, The grappler's guide to sports nutrition di John Berardi.
  2. Scegliere la categoria. E' abbastanza complicato. Fidatevi dell'esperienza del vostro insegnante e chiedete a lui. Il jiu-jitsu offre l'enorme vantaggio di poter competere non solo nella propria categoria di peso ma anche in una fascia di età, per chi ha superato i trenta, che va di cinque in cinque anni.
  3. Avere una strategia. Il primo passo che dovete fare é sicuramente un'analisi del vostro modo di lottare, di quello che fate regolarmente in allenamento. Preferite chiamare la guardia o vi piace lavorare da sopra? Avete una serie di tecniche da "incastrare" una dopo l'altra o ancora no? Fatevi consigliare dal vostro insegnante. Solo chi vi vede lottare ogni giorno e vi segue nei vostri progressi può darvi un aiuto concreto. Non disperatevi se al campionato non riuscite a mettere in pratica quanto avete provato in allenamento, perseverate. Non provate assolutamente le tecniche che avete visto la sera prima su YouTube. Vi prego!
  4. Divertirsi. Almeno alle vostre prime esperienze non prendetevi troppo sul serio quando siete in pericolo. Meglio battere e rassegnarsi alla sconfitta domenica per tornare ad allenarsi lunedì piuttosto che farsi quaranta giorni di gesso e magari decidere di smettere per sempre.
Spesso MILANIMAL é stata d'esempio per altre piccole accademie di jiu-jitsu e realtà locali. La prima (io credo!) ad avere un nome e un logo ufficialmente registrato alla Camera di Commercio, una struttura societaria e un conto in banca. MILANIMAL vive di entusiasmo e delle quote associative, obbligatorie solo per chi sceglie di far parte di un gruppo ristretto di atleti che decidono di mostrarsi in pubblico con quella toppa cucita sulla schiena. Parte della somma raccolta é dedicata alle spese di gestione - assicurazioni, oneri bancari, etc etc.. - mentre il resto é a "nostra" disposizione. Fin dalla nascita di MILANIMAL mi é sembrato opportuno dare valore a quegli atleti che per meriti, impegno, risultati conseguiti e sacrificio si sono distinti tra tutti, pagando loro l'iscrizione a due campionati internazionali. Quest'anno voglio ringraziare pubblicamente Marco Bancone, Davide Di Luzio e Giuseppe Melidona per essere stati il miglior esempio possibile per tutti i loro compagni d'allenamento. Spero che questa iniziativa sia di esempio per tutte quelle piccole comunità che, in qualche maniera, prendono esempio da noi MILANIMAL. A loro dico che a fare le cose per bene ci si impiega lo stesso tempo che a farle male. Forza, ragazzi!

sabato 3 novembre 2012

Warming up.

Spesso, durante il riscaldamento, si sentono strillare ordini incomprensibili. Burpee, squat, sit up e push up sono all'ordine del giorno. Se ne vedono di tutti i colori e gli errori sono piuttosto comuni, banali e, alle volte, anche pericolosi. Il compito di un buon insegnante di jiu-jitsu - almeno credo io! - é principalmente quello di insegnare la tecnica e la strategia, trovare nuovi sistemi per accelerare l'apprendimento dei propri studenti ma anche migliorare la condizione fisica e la coordinazione motoria, attraverso semplici esercizi, di tutto quel pubblico di allievi che si avvicinano per la prima volta alla pratica sportiva.
Per fare chiarezza, ecco quattro capitoli sugli esercizi più frequenti durante la fase di riscaldamento.
BURPEE:
"[..] according to the Oxford English Dictionary, the exercise was named in the 1930s for American physiologist Royal H. Burpee, who developed the Burpee test. He earned a PhD in Applied Physiology from Columbia University in 1940 and created the "Burpee" exercise as part of his PhD thesis as a quick and simple way to assess fitness. The exercise was popularized when the United States Armed Services adopted it as a way to assess the fitness level of recruits when the US entered WWII. Consisting of a series of the exercises performed in rapid succession, the test was meant to be a quick measure of agility, coordination and strength. [..]"
Questa é, in breve, la genesi di uno degli esercizi più odiati della storia. Per capire un po' di più degli standard, ovvero dei parametri che definiscono valido o meno un burpee, vi lascio alla spiegazione del primo workout degli scorsi Crossfit Games Open.

SQUAT:
Sono tre le frasi, tutte di Greg Glassman, che fanno capire quanto questo esercizio sia importante, alla fine dei conti, per chiunque, lottatore o meno.
  1. “People who do not know how to squat do not have normal hip function, don’t have normal leg functional. They can’t jump, run, throw or punch correctly."
  2. “What is the preferred method for getting your ass off the toilet seat?”
  3. “Regardless of what the problem is, the answer is to squat.”
A pagina 33 della Crossfit Training Guide si trovano i comandamenti dello squat. Eccoli, nell'immagine qui sotto, evidenziati in giallo:
"How to squat" da "Crossfit Training Guide | Movements"
SIT UP:
E' forse l'esercizio che, nella sua semplicità, crea più confusione. Nessun discorso o spiegazione credo sia meglio dei video qui di seguito. Prima una semplice - e magari fin troppo accademica - spiegazione e poi una bella prova di forza di Chris Spealler.
PUSH UP:
Riporto qui di seguito le parole di un articolo apparso sul CrossFit Journal:
"The push-up, long a favorite among junior high school P.E. teachers and Marine Corps drill instructors, is for many, more closely associated with punishment than anything else. Though common to group exercise programs, its use in serious strength and conditioning regimens is infrequent. These days, the push-up, like the jumping jack, tends to be relegated to outdoor programs where the number of exercisers and lack of equipment make it a staple due to necessity. In an earlier time the push-up was largely regarded as a measure of a man’s strength and fitness. In more modern times much of this reputation has been passed on to the bench press, but the push-up's passing misses the great opportunity to master a gateway movement to one of the most developmental progressions in all of fitness. The push-up is more a family of movements than a single exercise. In fact, it is a progression that starts from the horizontal, which is the classic "P.E. push-up" and then, through gradually, incrementally, elevating the feet from the floor to a point where the athlete is eventually in a handstand, becomes the handstand push-up."
E, come prima, unisco alle parole anche qualche fatto:

venerdì 26 ottobre 2012

METAMORIS PRO. Un sogno a metà.

Ricordo di aver passato quel pomeriggio, da solo a casa, a collegare più cavi di quanti ne avessi mai visti prima. Alla fine mi ero sentito esausto ma soddisfatto. Come un bambino alle prese per la prima volta con le poltrone di un cinema avevo cercato di acquattarmi sul divano di casa facendo lo slalom tra i cuscini e i braccioli. Lo spettacolo di una manciata di pochi scontri epici mi aveva tenuto sveglio fino all’alba. Buchecha, il talento ventiduenne della nuova generazione dell’arte suave, contro Roger Gracie, nipote dell’ideatore e fondatore dello stile brasiliano di jiu-jitsu. Jeff Glover e Caio Terra, due veri giocolieri alle prese con ribaltamenti, capriole e finalizzazioni. Dean Lister, il campione dell’ultimo ADCC, in un incontro senza kimono contro il bicampione mondiale assoluto, Xande Ribeiro. Insomma, per chi come me, aveva speso quasi venti euro per assistere in prima fila e altrettanti in RedBull per restare sveglio fino al mattino, lo spettacolo sarebbe stato (quasi) garantito.
La formula era nuova. Venti minuti di lotta senza interruzioni, senza punti, senza penalità. Insomma, regole ridotte al minimo sindacale e vittoria solo per sottomissione. In caso contrario, un pareggio che non avrebbe accontentato nessuno.
A qualche settimana di distanza ripenso a quella notte insonne e alla lezione che mi ha dato.
In breve:
  1. Fare l’internauta nottambulo non è pane per i miei denti. Ricordo ancora che alle otto del mattino seguente, in pratica approssimativamente tre ore dopo la fine dell’ultimo incontro, mentre vestivo la giacca umida del kimono circondato dalla peggiore nebbia padana, ripetevo tra me e me come fosse un mantra: “Ma chi me l’ha fatto fare?” Ripensando, però, a quegli ultimi due minuti dello scontro imperdibile (VIDEO) tra Buchecha e Roger trovo pace e inizio a fare lezione.
  2. L’evento, a mio avviso, è stato molto bello. Dal vivo, sarebbe stato infinitamente meglio. Forse se fosse stato promosso con un più largo anticipo avrebbe potuto mietere più vittime. Insomma, avere più successo in termini di pubblico. Il Viejas Arena era sostanzialmente vuoto.
  3. Ho pagato quasi venti euro per vedere una manciata di scontri – incontri, a quell’ora di notte, mi fa venire in mente tutt’altro genere di programma – tra titani. Questo fa di me un cliente, uno spettatore, un appassionato e, di conseguenza, un “tecnico da bar”. Ho pagato per vedere delle evoluzioni che altrimenti non sarei stato capace nemmeno di immaginare. Ho pagato per restare a bocca aperta davanti a una posizione banale, una di quelle che anche una cintura bianca appena arrivata in palestra conosce, eseguita con precisione certosina e condita dal fluido magico e invisibile che solo un numero 10 della lotta sa dove andare a pescare. Ho pagato per vedere degli atleti combattere, fare un passo alla volta fino a costringere l’avversario alla resa. Non ho pagato per vedere dei lottatori ammiccare alle telecamere, gesticolare come calciatori o sopravvivere come ratti.
  4. Il momento peggiore della nottata, quello che ha messo a dura prova la mia voglia di restare sveglio fino alla fine, è stato l’incontro tra André Galvão e Ryron Gracie. Il primo non credo abbia bisogno di molte presentazioni. Un talento che è nato alla TT con Tererè e Telles, appunto, e finito in quella fucina di campioni che oggi é la Atos di Ramon Lemos. Un lottatore completo. Da sopra, da sotto, con e senza kimono. Tecnico e forte. Non le ho contate ma credo che ad oggi vanti già più di un centinaio di medaglie nelle competizioni più importanti. Una carriera iniziata da cintura viola che continua da cintura nera. Il secondo ha dalla sua, invece, più che un passato, un passato remoto illustre. Il padre, Rorion, primogenito di Hélio, è stato il primo tra i suoi fratelli a emigrare negli Stati Uniti. E’ a lui, a John Milius e Art Davie che si deve la nascita dell’Ultimate Fighting Championship, l’evento che ha reso popolare il jiu-jitsu in tutto il mondo. Oggi, sempre il padre, a Torrance, è a capo della Gracie Academy, mausoleo dell’arte suave nel senso più tradizionale del termine. Di Ryron, a parte qualche comparsata al Pan American Submission Grappling Tournament o all’Annual International Gracie Jiu-Jitsu Open, non se n’è mai sentito manco parlare. Mai visto a un torneo dell’IBJJF o al più recente circuito dell’Abu Dhabi Pro. Niente. L’esito del match è scontato. Da una parte la voglia di misurarsi, di battersi e di vincere. Dall’altra, l’ostinazione a difendersi ad ogni costo. Il verdetto è un pareggio che da più prestigio alla macchina commerciale targata Gracie che non – mi viene da dire “povero”André Galvão, colpevole solo di essere stato l’unico a voler combattere. A questo punto, si potrebbe aprire una parentesi sul rapporto tra i campionati di jiu-jitsu – per intenderci quelli che funzionano col regolamento dell’IBJJF – e il sistema di difesa personale dei fratelli Carlos, Oswaldo, Gastão, George e Hélio Gracie. Ryron, nipote di Hélio, alla fine dei venti minuti di lotta guarda la sua torcida soddisfatto e festeggia ricordando al mondo intero che il jiu-jitsu è “aspettare il momento giusto”. Da una parte non posso che dargli ragione, il timing e la pazienza non possono fare altro che enfatizzare le abilità tecniche, dall’altra però non credo che “il momento giusto” sia il colpo di fulmine che aspetta un adolescente dietro ogni angolo, “il momento giusto” bisogna costruirselo, un passo alla volta, combattendo con tenacia con l’obiettivo, prima, di controllare il corpo dell’avversario, secondo, di obbligarlo alla resa. Non credo che il nonno Hélio sarebbe felice di sentir dire a suo nipote che quello è il jiu-jitsu dei Gracie. Per quanto mi riguarda, quello è tutto fuorché battersi. E’ sopravvivere finché non arrivano i rinforzi. Punto e basta. La critica poi, banale e scontata, al jiu-jitsu sportivo riassunta in un semplice “noi non facciamo jiu-jitsu per fare dei punti” si sgretola davanti al fatto che il valore educativo dello sport è fuori discussione e che misurarsi in un contesto sicuro, tutelati da regole e arbitri, è sicuramente il primo passo per una comprensione del senso più generale dell’arte suave. Basti pensare che la prima stesura del regolamento del jiu-jitsu sportivo fu proprio di Hélio e Carlos in occasione della nascita della Federazione di Jiu-Jitsu dello Stato di Guanabara ormai diversi decenni fa. Ad ogni modo, l'analisi migliore - o meglio quella che mi trova più d'accordo - sui venti minuti più noiosi della storia del jiu-jitsu brasiliano é di Marcelo Garcia (VIDEO) che nel suo MGinAction non fa altro che dare una spiegazione "scientifica" di quanto possa essere accaduto durante l'incontro peggiore del primo METAMORIS PRO.

giovedì 18 ottobre 2012

AVVISO: sabato 20/10/12

Sabato, purtroppo, niente lezione nella sede centrale!

venerdì 5 ottobre 2012

Judo e jiu-jitsu brasiliano. Spunti e brevi riflessioni.

Se n'é andato da poche settimane Cesare Barioli.
Nato a Milano nel 1935, ha iniziato col judo solo dopo una quindicina di anni. Curioso e disciplinato, ha dedicato la sua intera vita alla ricerca e allo studio più che all'insegnamento, nonostante con lui si siano formati grandi campioni - Giuseppe e Alfredo Vismara, Livio Beretta, Walter Scolari e molti altri - in seguito diventati ottimi insegnanti. E' a lui che si devono il ritrovamento degli scritti del fondatore del judo, Jigoro Kano, e le critiche più feroci al ju sport ovvero quel judo che aveva completamente abdicato in favore della pratica sportiva dimenticando tradizione e stile di vita.
Qui di seguito lascio qualche pagina tratta da uno dei suoi scritti su "Lo sviluppo dello speciale", ottimi spunti per riflettere sul "nostro" jiu-jitsu.

domenica 30 settembre 2012

Gus.

Ho conosciuto Gus un sabato pomeriggio.
All'epoca non sarei stato capace di indicare su una mappa muta dove fosse il Brasile. Vivevo guardando le uniche videocassette in VHS dell'IVC, la macelleria del vale tudo dell'epoca, che il mio amico Lazzaro riusciva a procurarsi e cercando di imitarne con lui i protagonisti. Le volte in cui ci facevamo seriamente del male superavano di gran lunga quelle in cui mi sembrava di assomigliare ai miei lottatori preferiti.
Poi un giorno si é presentato in palestra un argentino. Zazzera nera e arruffata, occhiali e una novantina di chili mal distribuiti su più di un metro e ottanta.
Quello é stato il giorno in cui la mia vita é cambiata. Ho iniziato a fare jiu-jitsu.
Ho passato quasi sei mesi vicino a Gustavo. Tutti i giorni insieme.
Gustavo, in Argentina, lavorava nel mondo del cinema. Non avevo capito bene cosa facesse all'epoca e, sinceramente, ancora oggi non mi interessa molto. Girava per Milano con un libriccino. Lo apriva, scriveva e lo richiudeva. Un paio di volte, ricordo, aveva rischiato di perderlo, sbranato da Drago, il dogo argentino del Lazzaro.
Oggi quel mazzo di fogli sparsi sono la trama di un film, "De Martes A Martes".
Qualche articolo per saperne di più:

martedì 25 settembre 2012

Four men on the top. Arriva IBJJ Pro League.

Quattro sole categorie di peso da otto atleti l'una e 5000 dollari in palio per il vincente di ogni categoria per un evento, perlomeno sino ad oggi, unico nel suo genere. L'IBJJ Pro League, previsto per l'8 dicembre al solito Pyramid di Long Beach, oramai sede consolidata dei maggiori eventi IBJJF a partire dal Mundial, si propone come il primo vero evento per soli professionisti nel jiu-jitsu sportivo. L'idea è quella di mettere a confronto l'olimpo dei professionisti attuali accorpando in meno della metà delle categorie di peso ufficiali chi generalmente "arriva in fondo". I partecipanti verranno quindi selezionati in base ai podi dei maggiori campionati IBJJF considerando, soprattutto, chi è tornato a casa con la medaglia dal colore più importante. Ma dipende anche dal campionato, infatti, l'oro spesso non basta. Gli unici ad avere la certezza di salire sul tatami della "Piramide" sono, per ora, le 10 medaglie d'oro del Mundial 2012.
In definitiva, l'iniziativa sembra essere molto interessante. In fondo, si sta parlando del primo campionato per soli professionisti sottoposto a selettive. Metodo, occorre ricordare, messo in atto in tutti gli sport che possano considerarsi tali. Olimpici e non. Se fino ad oggi è spesso sembrato a molti (complice una vera e propria "esplosione" del jiu-jitsu soprattutto dal punto di vista del numero di praticanti e conseguente numero di partecipanti ai campionati degli ultimi anni) che l'IBJJF fosse più interessata a "raccogliere fondi" che a far crescere lo sport mettendo sul piatto risorse e macchina organizzativa, quest'iniziativa potrebbe invece rappresentare un buon punto di svolta. Non è dato sapere se l'arte suave diventerà mai uno sport olimpico o meno, ma sicuramente, iniziare a trattarla come tale è il minimo che questa disciplina possa meritare.
Ecco il sistema di punteggi in base al quale avverrà la selezione dei partecipanti al torneo:
STANDINGS VALUE X WEIGHT OF THE CHAMPIONSHIP X WEIGHT OF THE YEAR = POINTS
Ed ecco un esempio di come tali punti verranno conteggiati:
1st Place Medium Heavyweight Worlds 2010 = 9 pts x 7 x 1 = 63 pts
2nd Place Absolute Pan 2011 = 4.5 pts x 4 x 2 = 36 pts
3rd Place Lightweight Houston Open 2012 = 1 x 1 x 3 = 3 pts
Infine, ecco i top ten di ogni categoria dai quali verranno selezionati gli otto definitivi:
Under 64 kg (141lb)
  1. Bruno Malfacine
  2. Caio Terra
  3. Guilherme Mendes
  4. Ary Farias
  5. Laércio Fernandes
  6. Pablo da Silva Santos
  7. Rafael Freitas
  8. Carlos Vieira Holanda
  9. Daniel Beleza de Andrade
  10. José Thiago da Silva Barros
Under 76 kg (167.5lb)
  1. Rafael Mendes
  2. Leandro Pereira do Nascimento
  3. Michael Langhi
  4. Bruno Frazatto
  5. Samir Chantre
  6. Lucas Lepri
  7. Johathan Torres
  8. Augusto Lopes Mendes
  9. Rubens Charles Maciel
  10. Gilbert Burns Under
Under 88.3kg (194.6lb)
  1. Otávio Sousa
  2. Rômulo Barral
  3. Claudio Calasans
  4. Sergio Moraes
  5. Rafael Barbosa
  6. Bruno Antunes
  7. Lucas Leite
  8. Marcelo Garcia
  9. Rodrigo Fajardo
  10. Victor Estima
Over 88.3 kg (194.6lb)
  1. Rodolfo Vieira
  2. Bernardo Faria
  3. Marcus Almeida
  4. Leonardo Nogueira
  5. Nivaldo Oliveira
  6. Antônio Carlos Barbosa Jr.
  7. Antônio Braga Neto
  8. Alexander Trans
  9. Rodrigo Cavaca
  10. Alexandro Ceconi

domenica 16 settembre 2012

Combattere: ottobre, novembre e (forse) dicembre.

Inizia la stagione agonistica e i prossimi campionati di jiu-jitsu sono alle porte. Qui di seguito una lista delle competizioni più importanti del panorama italiano e internazionale con qualche commento personale:
  • Il 6 ottobre si svolgerà a Varsavia la prossima tappa dell'unico circuito esterno, il World Pro, alla IBJJF che seriamente ne ha minato il monopolio. Ho partecipato alla prima edizione e, fin da subito mi é sembrato un ottimo appuntamento per l'arte suave europea. Su www.wpjjc.eu si trovano i moduli per l'iscrizione e tutte le informazioni.
  • Solo due settimane dopo, il 20 e il 21 ottobre a Londra, é la volta del secondo London Open e dal primo Campionato Europeo NoGi della IBJJF. L'organizzazione, sotto l'egida di questa federazione, é sempre stata impeccabile ma il costo decisamente più alto, sia per l'iscrizione e sia per il vitto e l'alloggio in una città decisamente più cara come Londra, e il fattaccio occorso (Sul blog di Max De Michelis leggete la storia!) all'ultimo Europeo "portoghese" alla cintura nera di Cyclone, Andrea Verdemare, mi rende questo appuntamento particolarmente indigesto. E? comunque da tenere in considerazione!
  • Sabato 24 novembre si terrà a Milano ormai la quarta edizione di quello che é l'appuntamento fisso di fine novembre per gli appassionati di jiu-jitsu brasiliano, il MILANO CHALLENGE. All'ultima edizione si sono registrati 530 atleti. Spero con tutto il cuore, in qualità di organizzatore, che i numeri crescano e continuino a premiare gli sforzi fatti.
  • Si vocifera che il 15 dicembre si terrà in Italia una tappa del circuito World Pro. Comunque, ancora nulla di ufficiale.
A tutti gli atleti di MILANIMAL ricordo che é obbligatorio iscriversi all'Associazione Sportiva Dilettantistica prima di partecipare a qualsiasi campionato nella stagione 2012/2013. E' semplice. Basta seguire le indicazioni che trovate sulla pagina del sito e pagare online.

domenica 2 settembre 2012

2012/2013: Novità!

Martedì riprendono ufficialmente i corsi di MILANIMAL. L'entusiasmo e la voglia di ripartire é la stessa da almeno una decina di anni a questa parte. Un sacco di cose da fare e obiettivi sempre più importanti da raggiungere.
Tra le novità, quest'anno MILANIMAL offrirà, nella sua sede centrale in via Mestre, 19/F presso THUNDER GYM, per la prima volta, un corso NO GI. Sarà tutti i lunedì e i mercoledì alle 19,00. Due appuntamenti rivolti soprattutto a chi, avendo già digerito per bene le basi del jiu-jitsu, voglia approfondire lo studio della lotta senza kimono.
Davide Di Luzio, invece, proseguirà l'ottimo lavoro svolto il mercoledì sera con il suo corso di judo, assolutamente complementare all'arte suave. E Marco Bancone, oltre a dirigere i corsi serali - tutti i lunedì e i venerdì dalle 20,00 - rivolti alle cinture bianche, sarà presente nelle vesti di assistente al corso per bambini ogni martedì e giovedì alle 17,00.
Qui sotto lo schedule completo delle lezioni presso la sede centrale:
Lunedì 13,00-14,00 (Base) 19,00-20,00 (NoGi) 20,00-21,00 (Base)
Martedì 13,00-14,00 (Base) 17,00-18,00 (Kids) 19,00-20,00 (Avanzato) 20,00-21,30 (Base)
Mercoledì 13,00-14,00 (Base) 19,00-20,00 (NoGi) 20,00-21,00 (Base)
Giovedì 13,00-14,00 (Base) 17,00-18,00 (Kids) 19,00-20,00 (Avanzato) 20,00-21,30 (Base)
Venerdì 13,00-14,00 (Base) 20,00-21,00 (Base)
Sabato 13,00-14,00 (Base) 14,00-15,00 (Sparring)
Basta cliccare qui invece per saperne di più sulle altre sedi di MILANIMAL.
Buon allenamento a tutti.

lunedì 23 luglio 2012

Dojo, MILANIMAL.

Quei cento metri quadri scarsi di materassina me li sono guadagnati sputando sangue e rompendomi le ossa per anni. Sono il mio ufficio, la mia casa.
Le regole sono dure almeno tanto quanto dovrebbero esserlo gli uomini che chiedono di potercisi allenare. Tutti pagano una tassa all'ingresso, ma questo non ha nulla a che vedere con il rispetto e l'educazione.
Io voglio che MILANIMAL sia una scuola, un posto dove in qualche maniera si impari anche vivere. Non voglio essere il capo di una comune, di un bordello o di un centro sociale. Voglio un posto dove tutti godano degli stessi diritti, ma sopra ogni cosa tutti si impegnino con ogni mezzo per compiere il proprio dovere. Sforzarsi di capire o, peggio ancora, cercare di farsi spiegare credo sia inutile. Onestà, giustizia, dovere, lealtà, coraggio, onore e cortesia si iniziano a coltivare con cura nello spirito di un essere umano quando ancora é un bambino. Affidarsi a un rimprovero e a una sculacciata da adulti sarebbe umiliante per entrambi, per chi dovrebbe trarne una lezione e per chi invece vorrebbe darla.
Salire su quella materassina - ovvero entrare in casa mia - in ritardo, vestiti di un kimono sporco e consumato, senza avermi chiesto il permesso o peggio ancora quando il padrone di casa é fuori, é male. Sostenere di averlo fatto per imparare qualche "mossuccia da quattro soldi" per vincere l'ennesima medaglia di latta é pure peggio.
Un dojo non é una discoteca. E le mie non sono lezioni di danza.

domenica 22 luglio 2012

Insegnare.

Insegnare significa caricarsi di una responsabilità enorme. "Incidere" nella mente di chi impara i primi segni, le prime regole, vuol dire iniziare un cammino che farà vedere i primi frutti solo dopo molti anni. Mi guardo intorno e oggi vedo più insegnanti mediocri in cerca di nuovi discepoli che non allievi meticolosi che hanno bisogno di buoni insegnanti. Vorrei che in qualche maniera si fermasse questa emorragia di pessimi "professori" prima che sia troppo tardi ma credo resterò deluso e, alla fine, sarò obbligato ad accettare l'ennesimo torto.
Non ho trovato da nessuna parte il manuale del buon maestro o la lista delle cose da fare una volta salito sulla materassina con quasi una trentina di persone davanti ad ogni lezione. So con certezza di aver iniziato troppo presto, nel 2001, quando ancora spiegare voleva dire "imparare per la prima volta" e che, alla fine dei conti, non si insegna mai quello che si vuole, quello che si sa o quello che si crede di sapere, ma si riesce ad insegnare solo quello che si é.
P.S.: Renato Paquet, oltre ad essere stato per due volte campione brasiliano di boxe, é uno dei pochi Grandi Maestri (Cintura rossa, 9° Dan) di jiu-jitsu ancora in vita. L'ho conosciuto nel 2005 sulla materassina dell'accademia AXKE a Barra da Tijuca, la mia "casa" a Rio de Janeiro. Solido come un albero piantato per terra, a quasi ottant'anni suonati, ha lottato per una ventina di minuti e, alla fine, ne ha spesi altrettanti per correggermi. Le sue ultime parole sono state: "Essere un faixa preta vuol dire essere disciplinati, avere delle regole. Farle rispettare ad ogni costo é il compito di un buon maestro."
Me lo ricordo come fosse oggi.

lunedì 9 luglio 2012

Un sabato.

È semplicemente un giorno come un altro. Si comincia puntuali all'una e si finisce di faticare due ore dopo. Tutti stanchi ma soddisfatti. Si accolgono gli ospiti a braccia aperte. Sempre. Alle volte sono solo cinture bianche di passaggio, altre campioni che arrivano dal Brasile.
Casa MILANIMAL - Sabato, 7 luglio 2012
Francielio "Helinho" da Costa
Andrea Baggio e Francielio "Helinho" da Costa
Casa MILANIMAL - Treino!
Andrea Baggio e Francielio "Helinho" da Costa
Alliance, la super potenza del jiu-jitsu!
Helinho e Junior
Familia MILANIMAL
Oliva
Helinho e Roberto Cardu
Dani e Helinho

mercoledì 20 giugno 2012

Gentilezza e rispetto.

E' stata una domenica come tante altre. Umida e non particolarmente calda. Le nuvole hanno coperto il sole per gran parte della giornata. L'Estádio Engenhão pieno zeppo per un misero 1 a 0 del Flamengo sul Santos per la quinta giornata del Brasileirão. Qualche surfista in acqua al Posto 10 e alla Praia da Macumba. Un ragazzino anonimo da una lezione di "gentilezza e rispetto" a tutto il pubblico del Clube Municipal di Tijuca battendosi come mai ho visto fare in tutta la mia vita.

lunedì 18 giugno 2012

Robson Moura [SEMINARIO]

Il seminario con Robson Moura si terrà sabato 30 giugno alle ore 13,00 a Milano in Via Mestre, 19/F presso THUNDER GYM. Durerà tre ore. E' obbligatorio l'uso del kimono. Il seminario é aperto a tutti e il costo é di 50 euro per gli iscritti MILANIMAL e 65 euro per gli ospiti esterni.

sabato 16 giugno 2012

KING OF THE GRILL 2012 - Immagini

I passaggi di grado sono stati archiviati così come la seconda edizione del KING OF THE GRILL. Sono stati due giorni intensi. Ancora una volta ringrazio Luc per aver ospitato la festa a casa sua, Maurino e Christian per aver caricato e scaricato casse di carne, frutta e verdura per un paio di giorni, Davide per la musica, Daniele per le foto che seguono e tutti gli ospiti venuti da lontano.
Vi abbraccio tutti e vi aspetto sempre nella mia tana: casa MILANIMAL!
Loris
Andrija
Gianfranco e le ragazze
Il Mestre
Scattando qualche foto
Andrea, Oliva, Andreas da Cipro e Anastasia
Il Fudo, Luc e Mike
Voodoo
Damiano, Loris, il Fudo e Stefano
Rocco, Andrea e Riccardo
Loris e Daniele
Il Mestre e Davide "Danko"


martedì 12 giugno 2012

Casa MILANIMAL - Milano, Sabato 9/6/2012

Milano - Sabato 9/6/2011
"Spesso, in questi anni, mi sono chiesto quanto potesse valere quel pezzo di stoffa nera, cucito in malo modo, che mi lego in vita almeno sei mattine a settimana e che porto con me fino a un paio d'ore prima di dormire.
In un mondo che ormai sembra un supermercato, diviso per scaffali, dove tutto o quasi sta ben disposto sui ripiani con l'etichetta del prezzo attaccata al collo cercare il valore, lo spirito delle cose diventa molto complicato. Bisogna avere il tempo e il coraggio di fermarsi a pensare.
La mia cintura nera vale per ogni minuto che ho preferito passare sulla materassina ad allenarmi piuttosto che starmene sdraiato sul divano a ingrassare. Vale per ogni volta che ho deciso di attraversare la città col freddo e la pioggia in moto o con la metropolitana per passare un paio d'ore con i miei amici. Vale per ogni incontro in cui mi sono trovato, alla fine, esausto e sconfitto, e, nonostante tutto, ho deciso di tornare a lottare. Vale la paura che ho sentito entrando in una sala operatoria per farmi sistemare tutto quello che in una vita sono riuscito a rompermi. Vale ogni singola goccia di sudore versato per essere oggi meglio di quanto non fossi ieri. Vale per tutte le volte che mi sono girato e, tra le grida, in un palazzetto pieno come un termitaio, ho riconosciuto la voce dei miei ragazzi che mi urlavano: " Vai, Mestre!".
Ho imparato in questi anni che il prezzo da pagare - e che anche a voi toccherà versare - per dare uno spirito, una voce e un valore vero ad una cintura di stoffa da dieci euro si chiama sacrificio."
Milano - Sabato 9/6/2011
Sarà banale ma ogni volta che pesto i piedi sul mio tatami, alzo gli occhi e vedo così tante persone non posso fare a meno di pensare a quando, con pochissimi, mi ritrovavo a provare le solite quattro tecniche di jiu-jitsu viste chissà dove, sognando una cintura nera lontanissima.
Spero di essermi mosso, in tutti questi anni, nella direzione giusta.
Ancora una volta, così come ho scritto giusto un anno fa, credo con tutto il cuore che non esista allievo al quale non possa dire: "Sei il migliore!".

martedì 22 maggio 2012

Robson Moura

Robson Moura nasce il 23 marzo del 1978 in Brasile. A Teresòpolis, alle spalle di Rio de Janeiro. In montagna. Inizia col jiu-jitsu nel 1988 e, da allora, non ha più smesso. Ha vinto tutto quello che c'era da vincere. Col kimono addosso, senza e nel vale tudo. Due volte campione panamericano, tredici volte sul gradino più alto del podio al Brasileiro - da solo e a squadre - e sette volte campione mondiale. Ha dominato la categoria dei pesi pluma per un lustro, dal 1996 al 2000.
A fine giugno sarà a Milano.
A presto i dettagli.
Intanto qualche video di presentazione.

mercoledì 16 maggio 2012

Training Week #31

Un po' in ritardo sulla tabella di marcia pubblico un resoconto dell'ultima settimana di lavoro. Guardia seduta, spostamenti e presa della schiena. Strumenti ottimi per iniziare qualsiasi mossa da sotto che sia dalla guardia seduta, dalla mezza guardia o dalla mezza guardia profonda.
Vi lascio i video degli incontri di jiu-jitsu dell'ultimo Jiu-Jitsu Expo. A dir poco stupendi.
P.S.: il KING OF THE GRILL si avvicina. Il 9 giugno i passaggi di grado e il 10 giugno la grigliata al lago. Per iscriversi agli eventi, cliccate qui!

martedì 15 maggio 2012

KING OF THE GRILL 2012 - Update


Il KING OF THE GRILL é la festa di fine anno di MILANIMAL. Sarà domenica 10 giugno dall'una in poi in Via Benaco, 4 a Sesto Calende. A casa di Luc. E come lo scorso anno vi aspetteranno tonnellate di carne arrostita, litri di birra e musica. Il giorno prima saremo tutti in palestra per i passaggi di grado. Alla solita ora. Come lo scorso anno per gli iscritti ci sarà una maglia commemorativa dell'evento. Le donne, per galanteria, sono come d'abitudine ospiti. Agli uomini - e benvenuti sono pure i non MILANIMAL - chiedo di iscriversi con un po' di anticipo compilando il modulo qui sotto.
Quindi,  ricapitolando:
  1. Chiunque é il benvenuto al KING OF THE GRILL (Dom. 10/6/2012) e il giorno prima per le promozioni sulla materassina di MILANIMAL.
  2. Per le donne é tutto gratis. Gli uomini pagano 35 euro.
  3. Bisogna iscriversi compilando il modulo qui sotto! Che veniate solo per la grigliata, solo in kimono per i passaggi di grado il giorno prima o per entrambi, l'unico modo per partecipare é di pagare via paypal con un anticipo ragionevole.
  4. Potete portare chi vi pare. Amici, zii, parenti in generale. Soprattutto alla grigliata. Anche per gli ospiti valgono le stesse regole. Donne gratis, uomini 35 euro.
  5. Il primo centinaio di iscritti avrà una maglia commemorativa dell'evento.
Chiunque non avesse idea di cosa sia il KING OF THE GRILL chieda in giro o si vada a vedere un po' di foto dello scorso anno.

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